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Gli slogan battono il merito: l’analisi del trionfo del No al Referendum sulla Giustizia
Gli slogan battono il merito: l’analisi del trionfo del No al Referendum sulla Giustizia. Il dato, per una volta, non ha bisogno di note a piè di pagina: è di una chiarezza quasi scortese. Il risultato è inequivocabile, persino brutale nella sua evidenza plastica: ha vinto il No con il 53,74% dei voti.
24 marTempo di lettura: 3 min


La guerra di TikTok: Casa Bianca, IDF e Macron a ritmo di trend
Sui social la guerra diventa contenuto. Dai bombardamenti montati come trailer alle colonne sonore patriottiche, la propaganda militare e la comunicazione della guerra parlano sempre più il linguaggio dei social e degli algoritmi.
10 marTempo di lettura: 3 min


L’Anima del popolo e la Vertigine della storia: riflessioni su "Giorgia" di Italo Bocchino
C’è una sottile, quasi impercettibile linea di demarcazione che separa la cronaca politica dalla narrazione di un destino. Nel suo saggio, “Giorgia, la figlia del popolo”, Italo Bocchino non si limita a consegnarci il resoconto di un’ascesa elettorale, ma tenta di decodificare il DNA di una rivoluzione silenziosa. È la rivoluzione di chi, partito dai margini di una sezione della Garbatella, ha saputo restituire centralità a un concetto che la politica degli ultimi decenni ave
4 marTempo di lettura: 3 min


La mia verità, senza taglia e cuci
Nell'intervista a Il Tempo con Daniele Capezzone racconto ciò che non è stato raccontato: l’impegno politico, le radici familiari e la mia posizione contro ogni forma di odio.
25 febTempo di lettura: 1 min


Realismo contro retorica apocalittica: votare Sì al referendum sulla giustizia per la manutenzione che l'Italia aspetta da anni
Tra correntismo, disciplina inefficace e carriere intrecciate, il referendum sulla giustizia non riscrive la Costituzione, ma completa la riforma accusatoria di Vassalli, riportando terzietà e responsabilità al centro del sistema italiano.
20 febTempo di lettura: 4 min


Il dolore si è fatto Amore: "no dimentichemo" il massacro delle Foibe
Sarebbe fin troppo facile, nel Giorno del Ricordo delle Foibe, rifugiarsi nella formula delle “pagine di Storia strappate”. Eppure è esattamente ciò che è accaduto, e continua ad accadere. Accadeva quando sui banchi di scuola sedevano i miei genitori, è accaduto quando ci sedevano i miei coetanei, e accade ancora oggi, puntualmente, ogni 10 febbraio: la rimozione che si traveste da distrazione.
10 febTempo di lettura: 4 min


Conservare Roma: proteggiamo la Città Eterna da eccessi di Airbnb e TikTok
Roma oggi è l’esempio più elegante – e quindi più inquietante – di come una città possa “funzionare” mentre smette di essere se stessa. Funzionare nel senso in cui funzionano i dispositivi: performare, generare flussi, produrre numeri.
30 genTempo di lettura: 3 min


Un pinguino domina l'algoritmo: così TikTok per una volta ci regala una lezione di vita
La macchina del trend - quella che mastica tutto e restituisce intrattenimento - sembra che si sia inceppata e, nell’inceppo, ha prodotto qualcosa che somiglia a un insegnamento. È successo con un video ritraente un pinguino che, invece di seguire la colonia verso il mare, si stacca e cammina nella direzione opposta, verso l’interno dell’Antartide, verso le montagne. Un gesto minimo, quasi ridicolo. Eppure irresistibile. Perché in quell’ostinazione - due passi, poi altri due,
24 genTempo di lettura: 4 min


L’Occidente del coraggio contro la liturgia del rancore: il "sole in tasca" di Daniele Capezzone
C’è un’inquietudine feconda che attraversa le pagine dell’ultima fatica di Daniele Capezzone, un’opera che fin dal titolo, Trumpisti o muskisti, comunque «fascisti», si pone come un atto di ribellione intellettuale contro il conformismo asfittico della contemporaneità.
22 genTempo di lettura: 3 min


Trentini e Burlò liberati, ma serve più tutela per gli italiani nel mondo
C’è un dettaglio, nella gioiosa liturgia del “sono tornati” (e ne siamo felicissimi) che andrebbe inciso sul marmo: il rimpatrio di Alberto Trentini e Mario Burlò non è stato il frutto naturale della pazienza diplomatica, ma l’effetto politico di un evento scatenante. E quell’evento, piaccia o no, è stato la cattura di Nicolás Maduro.
14 genTempo di lettura: 3 min


Nicolás Maduro catturato: la prima crepa nel muro dell’oppressione chavista
La notizia della cattura di Nicolás Maduro è sorprendente finché la si legge con gli occhi della cronaca, ma diventa significativa solo quando la si inquadra nella storia delle ideologie che hanno segnato il Novecento e oltre. È un fatto politico, certo, ma anche un fatto morale. Si tratta di riconoscere la caduta di un simbolo di oppressione che per anni ha ridotto il Venezuela a un laboratorio di miseria e controllo. Maduro è stato l’erede di un progetto politico che ha fat
3 genTempo di lettura: 3 min


Conservare il Natale: come la fede salverà l’Occidente
Ci sono riflessioni che nascono solo quando il tempo rallenta. Perché qualcosa, dentro, chiede di essere ascoltato. Accade a Natale. Accade quando il cuore si apre a un calore che il resto dell’anno non concede, soffocato dalla frenesia, dalla distrazione continua, da un mondo che fatica persino a concedersi il lusso di un silenzio. In questi giorni, quasi senza accorgercene, torniamo a interrogarci su ciò che conta. Su ciò che resta. Su ciò che vale la pena conservare.
22 dic 2025Tempo di lettura: 4 min


Filosofia d’Amore: appunti sull’essere conservatori oggi
Esiste un paradosso di chi si definisce conservatore nel 2025: deve spiegarsi continuamente, e più prova a farlo meno riesce a fissare una definizione definitiva. È il destino di tutto ciò che non nasce come teoria, ma come esperienza. Il conservatore non è mai una formula, una tessera, una rivendicazione. È una predisposizione, che a volte tanti hanno inconsapevolmente. Si riconosce, raramente si proclama. Un po’ come il viandante sul mare di nebbia di Friedrich: fermo davan
9 dic 2025Tempo di lettura: 4 min


Informazione fragile, democrazia a rischio: la nuova crisi del giornalismo
Trent’anni fa, una giornata senza giornali avrebbe avuto un impatto evidente sul Paese; oggi passa quasi inosservata, segno di quanto sia cambiato il rapporto della società con l’informazione. Lo sciopero del 28 novembre ci offre l’occasione per riflettere sul ruolo della stampa oggi: mai come oggi produciamo contenuti, e mai come oggi l’informazione deve confrontarsi con una società che riceve moltissimo ma fatica a elaborarlo tutto.
1 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


Che ne sarà della musica italiana? (Domanda scomoda, ma inevitabile)
C’è una frase che torna, sottovoce, ogni volta che un grande della musica italiana se ne va: “Non ne nascono più così.” È un lamento antico, quasi scaramantico, ma oggi suona diverso. Perché le voci che stiamo salutando — Ornella Vanoni, e prima ancora quelle che hanno popolato il nostro immaginario per decenni — non erano semplicemente interpreti: erano architravi emotive, pezzi di memoria collettiva, capitoli vivi della nostra cultura.
24 nov 2025Tempo di lettura: 4 min


Falcone, Borsellino e la separazione delle carriere: perché usarli come argomento è un errore di metodo (e di onestà intellettuale)
C’è un vizio profondamente italiano nel dibattito sulla giustizia: si evocano Falcone e Borsellino come se fossero clausole di chiusura, parole-chiave che blindano il ragionamento invece di aprirlo. La loro memoria diventa un dispositivo retorico: li si usa per legittimare tutto e per smentire tutto, a seconda delle convenienze. Ma c’è un problema, e non di poco conto: i due magistrati operarono dentro un sistema giudiziario che non ha più nulla a che vedere con quello attual
18 nov 2025Tempo di lettura: 2 min


L’arte francese di punire i propri sovrani: dalla Rivoluzione Francese a Sarkozy
Ventuno giorni. Più o meno il tempo che serve in Francia per passare dalla “égalité” alla “épuration morale”. Nicolas Sarkozy, ex presidente della Repubblica, ex “hyperprésident”, ex simbolo della destra francese, esce di prigione dopo tre settimane, con la graziosa concessione della liberté vigilata. Non la Liberté della Rivoluzione, quella scolpita nei frontoni e nei cuori, ma la versione aggiornata: con il braccialetto elettronico e l’obbligo di firma. C’è in questa scena
14 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


Mamdani Sindaco di New York: finalmente la sinistra ha il suo nuovo idolo
Dunque eccolo, il nuovo profeta del progressismo urbano, quello che doveva arrivare prima o poi da qualche parte dove si fa il brunch con la rivoluzione accanto: Zohran Mamdani, 34 anni, sindaco di New York, figlio del multiculturalismo, della militanza online e della retorica “da marciapiede”. È l’ennesimo miracolo della sinistra occidentale: un uomo che non ha ancora fatto nulla, ma ha già cambiato tutto. Da Milano a Parigi si brinda e si sospira: “Avessimo noi uno così”.
11 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


La Torre dei Conti e i nostri conti col tempo
Roma ha tremato in un martedì qualunque. Nessun sisma, nessuna minaccia. Un boato, tanta polvere, e una porzione della Torre dei Conti che scivola via. Ottocento anni lì immobile, poi il cedimento durante i lavori di consolidamento. L’intervento che avrebbe dovuto proteggerla finisce per coincidere, almeno visivamente, con il suo collasso. O forse è solo il tempo che presenta il conto, ironia involontaria compresa. Nel crollo un operaio ha perso la vita, dopo undici ore sotto
5 nov 2025Tempo di lettura: 3 min


Il nuovo Sol Levante è Sanae Takaichi: dalla scuola di Abe all’eredità di Thatcher, il conservatorismo giapponese ritrova la sua voce.
L’elezione di Sanae Takaichi a primo ministro del Giappone segna una svolta silenziosa ma profonda. È un cambio di passo nella forma più giapponese possibile: senza scosse, senza proclami, ma con la forza di chi sa che la continuità può essere più rivoluzionaria della rottura.
27 ott 2025Tempo di lettura: 3 min
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