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La Torre dei Conti e i nostri conti col tempo

  • 5 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Roma ha tremato in un martedì qualunque. Nessun sisma, nessuna minaccia. Un boato, tanta polvere, e una porzione della Torre dei Conti che scivola via.


Fori imperiali, Roma

Ottocento anni lì immobile, poi il cedimento durante i lavori di consolidamento. L’intervento che avrebbe dovuto proteggerla finisce per coincidere, almeno visivamente, con il suo collasso. O forse è solo il tempo che presenta il conto, ironia involontaria compresa.

Nel crollo un operaio ha perso la vita, dopo undici ore sotto le macerie. Prima di ogni riflessione, viene il cordoglio: alla sua famiglia e ai feriti va il pensiero più sincero.


La torre nasce nel 1238, pieno Medioevo. Quell’epoca che qualche slogan scolastico ha liquidato come buia, e che invece illuminava, anche a colpi di pietra: architettura coraggiosa, fiducia nell’avvenire, l’idea che ciò che costruiamo deve restare oltre la nostra biografia. Il Medioevo costruiva torri pensando che qualcuno, un giorno, avrebbe avuto ancora bisogno di guardare lontano.


Il Medioevo temeva Dio; noi temiamo di non essere ascoltati. E sotto questa fretta efficiente e pulita, a volte il passato si stanca di sopportarci e cade.


E qui la domanda non è tecnica (per quella ci sono i periti e i comunicati stampa). È culturale.

Quando mettiamo mano al tempo lungo - quello vero, dei secoli - ci avviciniamo con competenza o con l’ansia di chi deve sempre dimostrare qualcosa a qualcuno?


Gli antichi costruivano perché il mondo doveva durare. Noi interveniamo perché il mondo deve funzionare. Che è legittimo, ma anche vuoto come pensiero rispetto al passato. Non cerchiamo di riportare indietro il tempo - non lo vogliamo, e per fortuna. Cerchiamo semmai di metterci accanto al tempo lungo senza avere più il fiato per reggerlo. Ci piace parlare di eredità culturale, ma spesso la trattiamo come un patrimonio immobiliare: dossier, delibere, sistemi di protezione che sembrano proteggere più noi che lei.


Intanto, una torre medievale che ha superato papi guerrieri, guerre vere, terremoti veri, ha ceduto in un pomeriggio placido, durante un intervento pensato per conservarla. Non è uno scandalo. È un simbolo involontario. L’ennesimo promemoria che la storia non crolla: ci lascia indietro quando non le stiamo più al passo.


A ricordarci un’altra postura possibile arriva Dante, che nella Commedia non invita alla nostalgia ma alla fermezza:


“Lascia dir le genti: sta come torre, fermo,

che non crolla giammai la cima per soffiar di venti.”


Lui parlava dell’uomo solido. Noi, davanti a una torre che ha ceduto senza vento, ci scopriamo a chiedere se quella solidità - morale prima che muraria - ci appartenga ancora. Non per colpa, ma per constatazione: il tempo lungo pesa, e noi siamo un’epoca da corsa breve.


Non si devono rimpiangere tempi antichi. Si tratta di misurarci. Misurarci non con ciò che eravamo, ma con ciò che pretendiamo di essere oggi. Con la nostra capacità di dare continuità invece che consumo, cura invece che prestazione. Di chiedere al presente se sa reggere il peso che si attribuisce quando parla di storia, cultura, identità - parole che usiamo troppo spesso e comprendiamo troppo poco.


Misurarci significa accettare che non basta “intervenire”: serve sapere perché, come, e soprattutto per chi verrà dopo, anche se non porterà il nostro nome su una targa o in una conferenza stampa. Misurarci significa chiederci se siamo ancora capaci di lasciare qualcosa che non scada insieme al nostro ciclo mediatico.


La Torre dei Conti non grida, non accusa, si incrina, e nel suo silenzio antico passa un insegnamento che non ha più voce ma ha memoria.

Il Medioevo lo sapeva dire con semplicità: Audi doctrinam si vis vitare ruinam. Ascolta, se vuoi evitare la rovina.


Oggi noi ascoltiamo molto, ma solo noi stessi. E intanto la pietra ci ricorda ciò che abbiamo quasi dimenticato: i secoli non crollano, si ritirano. Siamo noi che restiamo lì, fermi, a capire troppo tardi che non abbiamo più il passo per raggiungerli.


 
 
 

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